Il prezzo della benzina è in calo, per la gioia di tutti gli automobilisti coinvolti. Si tratta di un trend che non accadeva da 4 anni.
In un periodo in cui le famiglie italiane pianificano le vacanze di fine anno e gli spostamenti aumentano, una notizia positiva arriva dal settore dei carburanti: i prezzi della benzina in Italia sono scesi notevolmente. Questa riduzione si riflette in un impatto positivo sul bilancio degli automobilisti, soprattutto considerando il contesto economico attuale che ha visto oscillazioni significative dei prezzi energetici. Il fenomeno si manifesta in un panorama più ampio, dove anche diesel e GPL seguono la stessa tendenza al ribasso.

Prezzo della benzina e differenze territoriali
La recente discesa dei prezzi della benzina al self-service fino a 1,684 €/litro segna il livello più basso da oltre quattro anni, escludendo il periodo di accise ridotte tra settembre e dicembre 2022. Questa diminuzione è particolarmente rilevante durante la stagione delle vacanze, quando il risparmio sui costi di viaggio è più sentito.
Tuttavia, le variazioni di prezzo non sono uniformi in tutto il Paese. Mentre nelle aree urbane e extraurbane i prezzi rimangono contenuti, sulle autostrade la benzina self può arrivare a costare 1,781 €/litro, e il servito supera spesso i 2 €/litro.
Anche il diesel e il GPL mostrano una riduzione, con il diesel che si attesta intorno a 1,636 €/litro e il GPL stabile sotto i 0,70 €/litro. Queste differenze nei prezzi riflettono non solo le differenze di tassazione e logistica, ma anche le strategie commerciali delle varie compagnie e la domanda stagionale.
Dinamiche globali e prospettive future
Il calo dei prezzi in Italia è parte di una tendenza globale che vede una stabilità nei prezzi del petrolio. Negli Stati Uniti, ad esempio, i prezzi della benzina hanno raggiunto livelli minimi simili a quelli del 2021, grazie a una produzione interna più robusta.
In Europa, i prezzi del greggio si mantengono stabili o in lieve flessione, e la concorrenza tra i distributori contribuisce a mantenere i prezzi competitivi. Inoltre, il valore dell’euro rispetto al dollaro rende più conveniente l’importazione di petrolio.
Nonostante ciò, alcuni esperti avvertono che il calo dei prezzi alla pompa non è completamente allineato con la flessione del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, a causa dei margini industriali, dei costi fissi e delle accise che continuano a influire significativamente sul prezzo finale. Guardando al futuro, si prevede che i prezzi possano rimanere contenuti nei mesi iniziali del 2026, a meno di un’improvvisa crescita della domanda.